giovedì 20 marzo 2008

mmmhhhh

Dunque vado anch’io. Pare in cerca di una caverna, di quella mia. Anche se alla voglia di apostrofare gli spazi bui s’accompagna una sorta di timore della sottrazione. È che non sai mai, ogni volta, quanto ci resti al buio. Capita che nella caverna si smarriscano le scie, e la condizione d’ombra, il cono di umidità che stordisce le narici, arpiona la realtà e la deturpa con miracolosa efficacia. In fondo a scuoiarsi ci perdi sangue e coltello. E anche quando te ne fai bevute, non sai mai se il fondo del contenitore corrisponde al tuo fondo. Smascellare nella caverna è una sfida che presuppone un volume adatto, contingenza, sporgenza di istinti e necessità ove formicolano sicurezze da frangere. È, in qualche modo, violenza. Autoviolenza.
Intanto è stata serata scugnizza, què loco!

A Libmagazine siamo tutti tibetani.

11 commenti:

Davide ha detto...

aspettiamo che riemergi dalla caverna come un bel troglodita illuminato, Ciro, che ogni fondo ha il suo pozzo. besi

gians ha detto...

mmhhh, a apostrofare nelle caverne devi aspettarti il ritorno delle tue parole, ciro attento a quello che dici!

NicPic ha detto...

non so se è più importante stare attenti alle stalattiti o alle stalagmiti, tu che dici? Io dico le seconde.

NicPic ha detto...

PS: da Viola non me la sono presa. Dopo la vittoria sulla Juve a Torino sono in stato di grazia per una decina d'anni, e poi il Napoli è simpatico.

Galmaran ha detto...

See here or here

egine ha detto...

ciro simpleson magnificio buone
vacanze a te e a bippi auguri
da un sempliciotto:)

Orson ha detto...

ed alla fine ho migrato pur'io!

espressione ha detto...

van di moda i traslochi in questo periodo...
ciauz.
eSp.

desaparecida ha detto...

devi assolutamente partecipare al concorso che fanno i radiohead sul video- storyboard(si vince anche bene)

NicPic ha detto...

ari-bù!

'o munaciello ha detto...

cia' guagliu'

nu poco 'e pacienza, maltempo, maltempo, maltempo e poco tempo, male male male tempo