giovedì 4 giugno 2009

"Quando la nave affonda", tre variazioni sul tema

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Qui, sommariamente, si esaurisce il mio ragionamento sulle opportunità politiche delle più rilevanti parti. Credo che qui sia anche la mia intenzione di voto, eppure ancora non l'ho colta. Credo infine che qui, dopo tutto, inizi ufficialmente l'ora in cui l'approccio a questo genere di faccende diventi finalmente del medesimo ma contrario senso unico col quale tali faccende si approcciano a me. E' stato un anno orribile, carico di lutti e perdite di parenti e conoscenti, di malattie cieche e di improvvise saette. Questo genere di esperienze, e la capacità dell'organismo umano - comprensivo di mente o spirito o comunque vogliate chiamare l'aspetto divino delle quattro ossa - di reagire e ricostruire e rielaborare, di ficcare mattoni nelle paludi finché queste non sprofondino... questo genere di cose insomma sposta il baricentro. Nei luoghi estremi si rischia il cattolicesimo, il cinismo o il romanticismo. Ma la morte, il rischio e la consumazione, sono esseri troppo umorali e geometrici per figurare valichi metafisici. Così se sei fortunato e lucido puoi permetterti di cancellare in una vampata tutte le fregnacce inutili che ti graffiano i piedi. Volare cioè, volare pazzi.

Ci si vede lunedì dopo le elezioni. Ho da festeggiare mia nipote.

8 commenti:

egine ha detto...

volerò pazzo, che si sappia!!!

Anonimo ha detto...

vuoi dire - volete dire - che voterete Di Pietro?

Alfredo ha detto...

vuoi dire - volete dire - che voterete Di Pietro?

egine ha detto...

alfredo se si vola pazzi si cercano obbiettivi più
inutili

Anonimo ha detto...

ahh, gli autonomisti terroni, allora?
quello si, pazzo come una vaccarella all'imbrunire in luglio...

'o munaciello ha detto...

egine, pazzi e inutili :D

alfrida, e' vaccarielli e' san giuann'! :)))

Anonimo ha detto...

molto intiresno, grazie

Anonimo ha detto...

imparato molto