lunedì 19 maggio 2008

Gomorra, la critica si divide. Speriamo non si moltiplichi.







'e fatt e' sord

Domenica notte, a Cinematografo, alcuni miei illustri colleghi – questa fama in splendente divergenza dalla competenza è il più evidente sintomo della malattia che affligge il nostro paese – hanno parlato del film che ho proprio ieri recensito per il piccolo grande Libmagazine. La giornalista cattolico-femminista Anselma Dell’Olio, che i più fortunati di voi conosceranno solo come moglie di Giuliano Ferrara, ha detto che il film di Garrone tecnicamente non si discute, ma che purtroppo manca di “baricentro narrativo” (così proprio ha detto), che fa distrarre e, in secondo luogo, che manca di “un personaggio al quale ci si possa agganciare”.
Bene, malissimo. Qui, intendendo io rispondere, urge una premessa politica a dispetto degli sforzi che la mia indole vesuvianamente lavica dovrà sostenere. Non mi piace offendere, peggio ancora offendere le donne, pessimo offendere le donne di una certa età – in sostanza non sto a pigliar per culo le vecchie. Però trovo che si possa accennare a baricentri vari solo riguardo a condizioni di precarietà nell’equilibrio di corpi, di fisici, di materia che abbia peso e sensibilità alla forza gravitazionale. Non è il caso del film in questione, più per la sua ossatura granitica ed eterna che per la sostanza effimera della pellicola. Pare quindi – ma rammentiamo la premessa di sopra – che la Anselma parlando del film di Garrone, e nell’atto di guardarlo, si lasci all’indugio su questioni verticali, od oblique, quali il mantenimento della corretta postura – previo ottimale baricentro – che le consenta di avvertire compiutamente lo stantuffo del cavaliere che la monta. Lì certo c’azzecca il baricentro. Non nel film. Che poi ella si distragga è diretta conseguenza di tale ossessione insoddisfatta, mi pare.
Quanto invece al personaggio cui vorrebbe agganciarsi, ricordiamo alla illustre critica che c’è già la poltroncina come poggiaculo fisico, e deve bastare. Che la mente vada dove vuole il regista dimenticando il corpo e ogni aggancio! viva iddio il cinema (ma l’arte) non serve ad altro che a diventare metafisici! È l’unica vita eterna concepibile. Ma ancora, l’atteggiamento di colui che cerca nell’intangibile un perno perché la mente non tema la voragine è il medesimo dell’ateo che in punto di morte principia un dialogo col Cristo. Che poi le si voglia far notare che manca un personaggio cardine perché la collettività è in Gomorra, giustamente e meravigliosamente, il presupposto di ogni discorso… questo è altro paio di maniche, e dubitiamo della sua capacità di comprendere – se s’è distratta già durante il film…
Ma poi, colpo di scena, spunta un altro critico, un giovine di cui non ricordo manco il nome, uno sbarbato più di me che trova l’errore in Gomorra: la mancanza di speranza, dice lui, che già la mala impone alla realtà, non è bene si imponga anche ai sogni. Figurarsi, costui ancora ritiene che il cinema sia “sogni”. Ma cosa più grave, gli è completamente sfuggito il senso dell’opera – pluristrumentale – Gomorra. Si è smarrito nel bassopiano glabro del suo volto.
A costoro, non per vantarmi, non per lusingarmi, consiglio vivamente di andare a leggermi e magari di copiarmi. Lo faccio per loro. Lo faccio per il pubblico di rai uno. È plasmon gratis.

7 commenti:

egine ha detto...

cirooooooooooooooooooooooooo
****************

emma ha detto...

ti ho letto e meriti, come sempre.
i miei complimenti.
plasmoooon!

escopocodisera ha detto...

ma come scrive bello, lei! i miei complimenti...
e, speriamo bene per garrone ed anche per servillo!intanto è stato premiato dalla stampa internazionale, i francesi, ad es.: "Gomorra è un film formidabile ed è così ben realizzato che verrebbe da sperare che i camorristi, vedendolo, abbiano vergogna di loro stessi. Ma forse il potere del cinema non è così forte", scrive il quotidiano francese Le Monde. Elogi anche da Le Parisien e da Le Figaro che scrive: "quando sarà il momento dei premi a Cannes bisognerà fare i conti con l' Italia che ci offre un bel momento di cinema, nervoso senza essere disordinato e sempre sotto tensione". ed intanto stiamo a 2,3 contro i 2,8 di nuri bilge ceylan...

NicPic ha detto...

sei avanti! hai appena inaugurato un nuovo filone: la critica alla critica.

gians ha detto...

sento i commenti delle persone che escono dalle sale, sono tutti entusiastici, la critica è roba per persone capaci, e tu lo sei, altre critiche fanno male al cinema, n'to culo la signora ferrara, e visto che ci sono, anche al marito.

Alessandra ha detto...

Condivido il tuo auspicio!

Tess ha detto...

Bellissimo pezzo Ciro.
Anche se non ho ancora visto il film, spero di farlo a giorni