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mercoledì 6 maggio 2009

Il presidente cretino


Io sono qui per rispondere alle sue domande. Lei mi chiede se per uscire dalla crisi economica, che ovviamente ha danneggiato di meno l’Italia rispetto ad altri paesi solo perché l’Italia non era in una fase di eccessiva crescita, se per uscire dalla crisi economica, dicevo, sia necessario il pieno smantellamento dello stato sociale come fecero i bei vecchi Reagan e Thatcher? Io le rispondo che Luigi, mio figlio, è proprio come il padre. Non gli piacciono le feste. Appena raggiunto un traguardo è già lì che guarda al successivo. Mia figlia Barbara i diciotto anni li ha festeggiati a Las Vegas. Tutto a spese mie. Io non ci sono andato, ma ci ho mandato il portafoglio. Una grande - le trasmissioni riprenderanno alle ore 6.00 - festa in maschera stile settecento veneziano, e quando alla fine tutti si sono tolti le maschere Barbara con sorpresa ha scoperto che si trattava dei suoi amici e amiche. Erano andati là. Tutti tranne me. Ma tutti a spese mie. Ho chiamato Eleonora per chiederle se avessi partecipato alla sua festa dei diciotto anni, ma lei neanche si ricordava se ne avesse fatta una. Nel 2006 Veronica si è - le trasmissioni riprenderanno alle ore 6.00 - commossa. A Marrakech ha ricevuto una splendida sorpresa da me che mi sono presentato travestito da nobile berbero, e non da danzatore eh, con un regalo che lei ha intuito quanto fosse importante quando ha letto sulla confezione il nome di un noto gioielliere. Pensare che mi credeva a parlare al parlamento italiano. Sognatrice! Idealista come tutte le belle donne! Per quanto riguarda le candidature, cerchiamo di scegliere donne intelligenti e non sgradevoli. C’è la moglie del vicepresicazzo degli industriazzi, c’è la fidanzata del figlio del dottor Letta, che già aveva la strada abbastanza spianata – ha fatto un paio d’anni di signorina buonasera in rai, e un paio di fiction di cui ricordo, per caso, il titolo di quella trasmessa dalle mie televisioni “Carabinieri”. Alla festa di Noemi, se è questo il fulcro della sua domanda, in sostanza ci sono andato per fuggire dai cori d’amore che mi rivolgevano al salone del mobile a Milano. Ne ero sinceramente imbarazzato. Poi lì ho fatto foto con i camerieri e i cucinieri perché penso sempre alla gente più umile. Ah, a proposito di pappa calda, per quanto riguarda quei poveracci nelle tendopoli ho tante buone notizie: ad esempio abbiamo allestite novantanove cucine dei cui cuochi tutti dicono lodi.

Tratto da una storia vera. E tragica.