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sabato 13 febbraio 2010

remake di un vecio film

Ethan e Joel, premiata ditta, hanno fatto il remake di "Fratello, dove sei?" ("Brother, where art thou?") innovandolo ampiamente. Il mito resta. Non si rincorre più Itaca ma le belle Sodoma e Gomorra. Ammazza, aò!

lunedì 26 ottobre 2009

Il destino del fustino

Ultimamente m’arrazzo spesso. Ieri invece capita che m’azzarro pure. Solo che se m’azzarri reagisco bene, perché in fondo ogni frutto del caos va raccolto con grazia; l’arrazzo invece sembra del tutto studiato e poi sistemato ad orologeria, e reagisco male. Brutta giornata insomma. Però in serata c’è questo tizio bello e sano che si presenta nell’arena, che scende in campo, e mi fa felice. Credo che chi s’allena per anni e anni in palestra, chi s’abboffa i muscoli con ostinazione, poi debba scendere in strada e fare a botte con tutti. Non ho altro destino per questi tipi. Se fai palestra, poi devi scommare di sangue. Sennò t’arrazzi.

domenica 25 ottobre 2009

Questo cazzo di cazzo di Marrazzo


La volgarizzazione – che Eco definisce il modo di ridire cose difficili con parole più facili, e che è tendenza indiscussa del nostro tempo – è diversa dalla volgarità – che è il modo di prendere cose basse ed imporle come alte. Non c’interessa se questa deriva culturale risalga o meno alla tv privata: ce ne passa per il cazzo, cioè, di come il nano per farsi bello vende un mondo di nanetti – volgarizzando. L’esito però è che sembra di fondamentale interesse la destinazione, l’orifizio, o il fottuto pertuso, in cui l’uomo in vista (cataratte o non) infili il proprio membro, il pene, piumello o cazzo.
‘Stu Marrazzo, ad esempio, a chi lo deve segnare se gli è piaciuto il trans e quanto e come e per quali reconditi ed intimi traumi o libidini? Il segno importa. Tu che cerchi un lavoro da più di quattro ore al giorno, almeno quattro e mezza, e da più di 7€ all’ora, almeno 10, dove te lo segni? A te che, mutuo firmato, ti trovi precario contro una banca impiegata a tempo eterno dal medioevo te ne fotte di come fottono quelli lì? O piuttosto di come ti fottono quegli altri lì che poi a volte son gli stessi? A me no.
Però una cosa mi preme. ‘Stu cazz’ ‘e Marrazzo, ma non ha imparato niente dai migliori? Primo: non ci si dimette mai! Si va avanti, per mandato popolare, perché il popolo rumina e governa e governa e rumina. Secondo: son tutti incontri amichevoli, sempre! E con tanto di genitori, ad ogni costo, sempre: c’è sempre un costo. Terzo: siamo gente per bene, abbiamo le mani pulite, siamo giusti, buoni, siamo ‘mmaculati. E siamo sempre stati così, da centocinquanta anni i migliori! Quarto: la coca? Un vezzo inevitabile: cattive frequentazioni: appena arrivi in politica ti ci tirano dentro: non tiri non segni (come Bobo, Vieri, non il figlio del padrino del nano – padrino politico, non corleonese – cioè politico formale, non sostanziale). Insomma non tiri non segni: uno status symbol. Un segno di stato. Anzi, un marchio statale – volgarizzando.