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domenica 9 marzo 2008

de dignitate rerum, etciclica! salute.


Dice che poi il potere temporale e spirituale e potere ogni volta che volere non dà alla testa. C’è il papa, questo figuro virgineo che ha il volto incriccato dal freddo e dalla tristezza, che dice che l’uomo appartiene al biocosmo ma lo trascende, e che rimane uomo con tutta la sua dignità anche quando è embrione o è in stato di coma (d’altronde il papa è uno che ha studiato, e certe cose le capisce, le istruisce, a volte inibisce – ma è freddo e tristezza). Però mi si dovrebbe spiegare, a me che non o studiato, l’esatta significazione del termine del verbo trascendere: o al meno quando è che l’uomo trascenda il biocosmo. Non è mica che ha a che fare con l’uso igienico di cui si usa in codesto blog igienico? E poi, dico poi, la dignità dell’embrione in stato di coma o dello stato di coma quando è in embrione, o dello stato delle cose e della cefalea che assassina la pace domenicale, o la dignità di una bugia per evitare impegni sociali di insuperabile – intracendentabile? – improduttività emotiva, o la dignità del vento freddo che contorce le facce facendole brutte e impapabili e intrascendenti, o la dignità della pillola dell’inmortalità che porterebbe a un inmondo mondo di vecchi (due più due fa quattro o zero?), o la dignità della società sportiva calcio napoli che dopo aver affondato l’internazionale della pirelli e telecom s’accinge ad affondare la buromacrazia? È poco degno, ad avviso munaciello, glissare su certune dignità nel mentre che si sbroproloquia su certaltre. Non che voglia correggere il papa, ma chiamarlo cazzone questo sì.