venerdì 17 aprile 2009

LA PARTITA LENTA - Paolo Sorrentino

Paolo Sorrentino, il più grande, l’unico. Il bianco e nero contrariamente a quanto consuetudine vanitosa richiede – come una gradazione da collezionisti nell’epoca del fluorescente – non fa il protagonista. È lindo. Naturale come fosse sempre stato lì, è una riduzione che perfeziona la varietà esaltandola – misurato contrasto. Il cinema narra immagini tramite cose, non cose tramite immagini. L’angolo e il fluire lento coltivano nella luce il prodotto effimero che non si palpa, ma palpa. E gli attori non parlano: come estratti da un humus schiumoso di vita muovono i corpi e con essi gli occhi restando fedeli alla carne che li dice animati. L’assenza del discorso è l’assenza della ragione. Gli urti, gli effetti del sudore e della terra sulle guance e nei capelli. E la musica che ruota come il pianeta e spinge docile come l’aria sulle onde. Un groviglio di muscoli in tensione simula nello sport l’ultima ombra di coscienza collettiva in una terra frantumata da sogni individuali. La partita lenta.

7 commenti:

  1. eh il rugby fa tendenza!
    Ciao ciruzzo

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  2. è una garanzia Sorrentino. Ottima pure la scelta musicale

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  3. Te lo meriti Sorrentino, il film è una meraviglia

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  4. bello e impeccabile come uno spot finanziato da una banca...
    p.s.
    c'era un bell'articolo non so dove e nemmeno quando, parlava di Volontè di todo modo e di servillo, che è a posto e che si vede quando recita, come i grandi..grandi, e parlava pure di sorrentino..ma mannaccia non parlava ancora di ciro mio.

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  5. nic, beh in effetti sì, ma questo non è solo rugby.. oppure è il rugby a non essere solo rugby.. e quindi hai ragione :)

    tess, a musica non sbaglia mai. credo che alcune sue scene, almeno nei lungometraggi, siano concepite sulla musica.

    gians, sta qua: dura 10 min

    egine, chi non vorrebbe un sorrentino nel proprio salotto?! ;)

    davide, allora era un articolo di merda! :)))

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  6. Bellissimo il corto di Sorrentino! La musica, la fotografia, il bianco e nero mi hann spiazzato più di qualsiasi altro dialogo eloquente! Il fatto di averlo distrubuito sul web insiema ai corti di Olmie Salvatores spero inizierà a sancire il futuro del cinema su web!

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